Banca Generali accelera sul Fintech

Da tempo Banca Generali ha accelerato sulla digitalizzazione, rappresenta uno dei pochi casi di “open banking” in Italia

A lezione di Fintech. Davanti agli studenti del Politecnico di Milano sono saliti in cattedra – moderati dal vicedirettore de Il Giornale, Nicola Porro – tre protagonisti della sfida che si sta giocando già adesso sul futuro di fare banca: il mondo accademico che deve preparare i manager di domani, una big del private banking e un colosso dei social network. Ovvero il professore di finanza e Risk Management dell’università milanese, Marco Giorgino, l’ad di Banca generali, Gian Maria Mossa, e il country Director di Facebook Italia, Luca Colombo.

Dalla stessa parte del tavolo perchè le nuove tecnologie possono aiutare a trovare soluzioni ma nell’analisi anche i social media non possono fare da soli. “Facebook ha il consumatore al centro, usiamo la tecnologia per semplificare la vita delle persone dando al tempo stesso la possibilità ai nostri partner commerciali di accrescere l’interazione col cliente”, ha sottolineato Colombo.

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Sulle alleanze per accelerare nella digitalizzazione ha puntato da tempo Banca Generali che rappresenta uno dei pochi casi di “open banking” in Italia, con un sistema tipo hub capace di integrare diverse piattaforme, appunto partner su cui costruire servizi su misura per i propri private banker e clienti. L’ultimo esempio è la joint-venture con Saxo Bank nell’amministrato e nel trading, così come con Ubs Partner per lo sviluppo di un motore personalizzato nel robo for advisory a tutela dei portafogli.

“L’orientamento ad un ecosistema digitale è uno dei pilastri del nostro piano industriale al 2021 e l’evoluzione del Fintech rappresenta una grande opportunità per chi come noi punta sulla qualità nella relazione di fiducia tra il professionista e le famiglie” – spiega Mossa, che aggiunge- “quando ci sono in ballo scelte importanti e progetti di vita, come ad esempio la pianificazione successoria, analisi del patrimonio di imprese o su assets meno liquidi come l’immobiliare, il ruolo di un consulente ben preparato è fondamentale e il digitale si affianca come uno strumento utile per l’obiettivo. Discorso diverso nelle dinamiche transazionali considerate ormai delle commodities, come ad esempio nei pagamenti, dove la tecnologia gioca un ruolo guida nell’esperienza”.

E anche per il professor Giorgino “il 2019 sarà un anno importante per lo sviluppo del Fintech in in Italia, anche attraverso forme di collaborazione basate su open innovation con banche e assicurazioni”. Perchè il punto non è avere tanti dati, ma saperli utilizzare.

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Source: il giornale

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