Lo spread ridà fiato alle assicurazioni piene zeppe di Btp

Il 40% degli investimenti sono in titoli di Stato contro il 21% in Francia e l’8% in Germania

Le compagnie assicurative italiane hanno in mano il 15% del debito pubblico in circolazione. Degli oltre 840 miliardi di investimenti del 2018 (pari al 50% del Pil), oltre 361 miliardi sono impegnati in titoli di Stato italiani con una durata media di 6 anni e 7 mesi. Parliamo di quasi il 40% del totale, con un altro 20% investito in obbligazioni societarie e un 9% in titoli di Stato esteri. Rispetto agli altri Paesi europei, le nostre big delle polizze sono battute solo dalle spagnole, con il 50,7% dei titoli pubblici. Quota che invece scende nettamente in Francia (21,7%) e in Germania (7,8% degli investimenti delle compagnie tedesche). Le cifre sono emerse dalla relazione della presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, all’assemblea annuale dell’associazione. Nel 2018 gli investimenti “hanno risentito anche del peso dei prezzi più bassi dovuti all’innalzamento dello spread. Però nel 2019 i valori sono rientrati e la situazione è notevolmente migliorata”, ha detto Farina.

Il numeretto che le compagnie assicurative tengono costantemente monitorato è quello relativo all’indice di solvibilità che misura il livello di patrimonializzazione, per non scendere sotto ai requisiti minimi chiesti dalla Vigilanza europea in base alle regole del Solvency II introdotte da gennaio 2016. Più sale lo spread, più l’indicatore scende. Nel caso delle assicurazioni italiane l’indice di solvibilità a fine 2018 si è stabilizzato a 224, più del doppio del minimo regolamentare di 100, che significa sostanzialmente che il patrimonio copre le obbligazioni. Tuttavia, ha subito un brusco peggioramento fra marzo 2018 e settembre 2018 con la crisi dello spread.

Secondo un’indagine di Goldman Sachs, l’anno scorso le compagnie hanno ridotto gli investimenti nei titoli del debito sovrano italiano di circa il 5%. A fine 2018 l’esposizione sui titoli di Stato italiani delle Generali è scesa a 59 miliardi (su un totale di asset di quasi 500 miliardi) dai 64,2 miliardi del 2017, Cattolica ha deciso di scendere attorno al 50% sui Btp Italia e Unipol ha in cassa 35 miliardi di Btp su 55 miliardi di attivi. Quali altre contromisure possono prendere le compagnie? L’algoritmo chiamato volatility adjustment (aggiustamento della volatilità), è lo scudo previsto dalla normativa Ue che serve a mitigare i danni legati a improvvise fluttuazioni dello spread.

Tornando ai numeri del settore annunciati all’assemblea dell’Ania, l’anno scorso le assicurazioni italiane hanno registrato una raccolta premi complessiva di 135 miliardi con +3,2% rispetto al 2017. Mostra invece il segno meno la voce utili netti, scesi del 30% a 4 miliardi con il calo che ha essenzialmente riguardato il settore vita, in seguito alle rettifiche di valore contabilizzate sui titoli. Nel 2018 gli automobilisti abbiano pagato in media un premio Rc auto di 414 euro, un importo sostanzialmente in linea con il 2017, ma in calo del 25% rispetto al 2012.

Lo spread ridà fiato alle assicurazioni piene zeppe di Btp

Lo spread ridà fiato alle assicurazioni piene zeppe di Btp

Source: il giornale

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