Conti correnti, addio alle "chiavette". Ecco cosa cambia per i risparmiatori

Il codice d’accesso solo sullo smartphone. La partita dei dati

Oggi entra in vigore la direttiva europea sui pagamenti digitali. In burocratese si chiama Psd2 (acronimo di Payment Services Directive 2) e nei fatti è una vera e propria rivoluzione per i correntisti che battezza ufficialmente la nuova era del fintech in banca. L’obiettivo dichiarato dalla Commissione Ue è quello di rendere più sicure le transazioni via internet, grazie a un sistema d’identificazione e godere d’innovativi servizi finanziari grazie all’ingresso di nuovi operatori del settore.

Ma cosa cambia in concreto per correntisti? La prima novità è che la chiavetta per accedere al proprio conto in banca va in pensione. Le nuove norme prevedono infatti una doppia autenticazione dell’utente per le operazioni online. Questo comporterà la scomparsa dal mercato dei cosiddetti «token», le chiavette di plastica, ma anche delle «password card» che distribuiscono alcune banche con dei codici prestampati. Il loro posto sarà preso dagli smartphone, dal momento che per autorizzare un pagamento sarà indispensabile possedere almeno due elementi di autenticazione a scelta fra tre opzioni: un oggetto che possiede solo il cliente (lo smartphone), una caratteristica che possiede solo il cliente (come l’impronta digitale o un altro fattore biometrico) o un’informazione nota solo al cliente (come una password).

Le banche dovranno condividere tutte le informazioni che hanno sui propri correntisti con delle terze parti che hanno nomi astrusi Pisp, Aisp e Cisp. I Pisp (Payment Initiation Service Providers) sono società intermediarie concorrenti delle banche sui servizi di pagamento: il cliente potrà ad esempio pagare un libro su Amazon, interfacciandosi direttamente con la mia banca. E il Pisp quindi potrà accedere alle informazioni del correntista/cliente. L’Aisp (Account information services providers) è un «aggregatore» che previa autorizzazione del correntista, si collega a tutti i conti bancari del cliente per recuperare informazioni e dunque per avere una situazione finanziaria aggiornata. Una specie di tesoreria personale del correntista. I Cisp (Card Issuer Service Providers) sono invece i soggetti che emettono carte di pagamento. Solo che, a differenza delle prepagate queste sono direttamente collegate al conto anche se è stato aperto in una banca differente.

Per il Codacons da oggi si rischia il caos: «Anche i piccoli siti specializzati in e-commerce rischiano di arrivare impreparati all’appuntamento», ha detto ieri il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. Le banche possono però contare sui «supplementari»: lo scorso 1 agosto la Banca d’Italia, in linea con le decisioni assunte a livello europeo, ha deciso di concedere una proroga agli operatori che ne facciano richiesta.

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Source: il giornale

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