Nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). Il 20 giugno Entrate, Sose e Sogei incontrano i professionisti e le associazioni di categoria (comunicato stampa)

Nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). Il 20 giugno Entrate, Sose e Sogei incontrano i professionisti e le associazioni di categoria (comunicato stampa)

Nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). Il 20 giugno Entrate, Sose e Sogei incontrano i professionisti e le associazioni di categoria (comunicato stampa)

Source: agenzie delle entrate

Ora Draghi avvisa l'Italia: "I Paesi ad alto debito rispettino le norme Ue"

Il Presidente della Bce al simposio delle banche centrali di Sintra parla di “ulteriore taglio dei tassi” per stimolare l’economia ma gli Stati devono fare la loro parte

La Banca Centrale Europea è pronta a dare “nuovi stimoli se l’economia dovesse continuare a rallentare“. Ad affermarlo è il Presidente della Bce Mario Draghi durante il simposio delle banche centrali di Sintra, in Portogallo.

In assenza di un miglioramento, al punto che sia minacciato il ritorno di un’inflazione sostenibile ai livelli desiderati, sarà necessario un ulteriore stimolo“. Nella sua relazione Draghi ha ribadito che “guardando in avanti, lo scenario dei rischi rimane negativo, e gli indicatori per i prossimi trimestri indicano una debolezza persistente. Non si sono dissipati quei rischi evidenti durante tutto lo scorso anno, in particolare i fattori geopolitici, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilità dei mercati emergenti” e questi fattori hanno pesato “sull’export, specie sull’industria manifatturiera“.

Il presidente della Bce non esclude un nuovo utilizzo del principale strumento di politica economica adottabile dall’EuroTower, cioè il taglio dei tassi che potrebbero essere utilizzati insieme ad altre “misure per mitigare qualsiasi effetto collaterale“. Inoltre il capo della Bce ha rilanciato il programma di quantitative easing che “ha ancora uno spazio considerevole“.

Restano, però, alcuni condizioni fondamentali a partire dalle politiche poste in essere dagli Stati: “La politica di bilancio deve giocare il suo ruolo” considerando, inoltre, che “nell’ultimo decennio l’aggiustamento macroeconomico è toccato sproporzionatamente alla politica monetaria. Abbiamo persino visto casi in cui la politica fiscale è stata pro-ciclica andando in direzione contraria allo stimolo monetario“.

Per il Presidente della Bce è essenziale “ricreare spazio fiscale aumentando l’output potenziale attraverso riforme e investimenti pubblici e rispettando il quadro fiscale europeo aiuterà a preservare la fiducia degli investitori nei Paesi con un alto debito pubblico, bassa crescita e uno spazio fiscale limitato“.

Ora Draghi avvisa l'Italia: "I Paesi ad alto debito rispettino le norme Ue"

Ora Draghi avvisa l'Italia: "I Paesi ad alto debito rispettino le norme Ue"

Source: il giornale

Con il salario minimo M5s esploderà il costo del lavoro

Aumenti fino al 18,8% se passa le legge cara a Di Maio che porta a 9 euro la paga oraria. Per l’Ocse è inutile

Sarà difficile per il governo ignorare il pressing sul salario minimo che sta arrivando dal mondo della produzione al gran completo. La proposta del Movimento 5 Stelle di portare per legge la retribuzione lorda minima a 9 euro all’ora ha incassato dei cortesi «no grazie» dal sindacato e dei meno gentili respingimenti dal mondo delle imprese. Confindustria e Confcommercio in testa. Ieri a Milano, il presidente di viale dell’Astronomia Vincenzo Boccia ha liquidato la proposta con una battuta: «Il Paese non cresce con i salari minimi».

Contro anche l’Ocse: «Non è la soluzione al mercato del lavoro italiano ed è solo mediamente efficace contro la povertà», secondo l’economista Andrea Garnero dell’organizzazione di Parigi nel corso di un’audizione alla Camera.

Questa settimana ci sarà un vertice governativo con il ministro Luigi Di Maio, grande sponsor della proposta messa nero su bianco da un disegno di legge M5s e – confidava nei giorni scorsi una fonte leghista – ci sono possibilità che la proposta cambi. Perché i problemi sono molti.

L’obiezione che viene dal mondo delle imprese è che non è chiaro che cosa sia compreso nel calcolo dei nove euro lordi orari. In particolare se comprendano i ratei di ferie, tredicesima e Tfr.

Se così non fosse, per le imprese la legge Di Maio rappresenterebbe una stangata assicurata. La stima arriva da una simulazione del centro studi Lavoro&Welfare presieduta dall’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano.

In sintesi, un aumento del costo del lavoro che può arrivare al 18,8 per cento.

Effetto non tanto degli aumenti per le categorie retributive più basse, ma di una sorta di effetto domino. L’aumento degli stipendi più bassi (per i metalmeccanici il centro studi dell’esponente Pd la categoria più bassa passerebbe da 1.310 euro a 1.557 euro) potrebbe «indurre i lavoratori delle categorie più alte a rivendicare aumenti salariali tali da ripristinare le distanze parametrali originali». In sintesi, gli aumenti per i pochissimi lavoratori che si trovano sotto la soglia dei nove euro (lo 0,8% di tutte le tute blu) trascinerebbero verso l’alto le categorie retributive che si trovano subito sopra la soglia del salario minimo, molto più numerose.

La conseguenza è facile da immaginare; l’ha evocata Damiano: svuotare i contratti nazionali. In sintesi, le aziende per fare fronte all’aumento del costo del lavoro potrebbero decidere di non fare contrattazione, limitandosi ad applicare la nuova legge. A perderci sarebbero i lavoratori, visto che i contratti «rimangono lo strumento di tutela più forte per i lavoratori», ha sottolineato Luigi Sbarra della Cisl.

Welfare aziendale, servizi di ricollocamento e di formazione dei lavoratori, assicurazioni sanitarie stanno diventando una parte sempre più importante delle retribuzioni e questo modo di intendere la contrattazione ha fatto breccia in una categoria come i metalmeccanici, generalmente conservatrice.

Se il salario minimo dovesse svuotare i contratti, anche gli aumenti salariali diventerebbero più complicati. «Una vera presa in giro per i lavoratori. L’unica risposta al boccheggiante mercato del lavoro italiano consisterebbe nell’abbassamento del cuneo fiscale», dice Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.

Con il salario minimo M5s esploderà il costo del lavoro

Con il salario minimo M5s esploderà il costo del lavoro

Source: il giornale

Huawei fa i conti coi dazi di Trump

Perderà 30 miliardi di ricavi in due anni. Crollano le vendite di smartphone: -40%

È di almeno 30 miliardi di dollari il conto che Huawei dovrà pagare nei prossimi due anni a causa del bando voluto dall’America di Donald Trump. Lo ha quantificato ieri, per la prima volta, Ren Zhengfei, fondatore e ad del colosso cinese, durante un incontro nel quartier generale a Shenzen con due guru hi tech americani, George Gilder e Nicholas Negroponte.

«Nei prossimi due anni penso che dovremo ridurre la nostra capacità e il nostro giro d’affari calerà di 30 miliardi circa rispetto alle previsioni iniziali: mi attendo quindi che fatturato del gruppo si attesti, sia per quest’anno che per il prossimo, intorno ai 100 miliardi di dollari (dai 104,16 miliardi di un anno fa, un dato che rappresentava un incremento del 20% rispetto all’esercizio precedente ndr)» ha dichiarato Zhengfei che non si attende di tornare a crescere prima del 2021.

A febbraio Huawei aveva previsto di arrivare a toccare i 125 miliardi di vendite a fine 2019. Un traguardo irrealizzabile a causa dell’escalation della guerra commerciale tra Pechino e Washington che ha messo a rischio la crescita del gruppo che affondava le proprie fondamenta nelle vendite oltreconfine. «La vendita internazionale di smartphone è crollata del 40% tra il 17 maggio e il 16 giugno rispetto al mese precedente» ha precisato l’ad. E, se la situazione non dovesse cambiare, per Huawei potrebbe essere difficile persino mantenere la seconda posizione, appena raggiunta a scapito di Apple, tra i brand di smartphone. L’atteso sorpasso di Samsung è invece rinviato a data da destinarsi.

Lo scorso 16 maggio Huawei è stata inserita, per motivi di sicurezza, in una lista nera di società per cui è richiesta una preventiva licenza da parte del Dipartimento del Commercio Usa su ogni acquisto di tecnologia a stelle e strisce: dai semiconduttori ai software, alla componentistica. Una tecnologia venduta in ogni caso a caro prezzo visto che gli esperti stimano in 11 miliardi lo shopping effettuato dal gruppo cinese negli Usa, a iniziare da Intel e Qualcomm, nel solo 2018. Il bando è stato poi sospeso per tre mesi, fino a metà agosto, ma le conseguenze non si sono fatte attendere.

Non solo. Trump, nel timore che il gruppo cinese possa utilizzare tecnologia e infrastrutture per fini di spionaggio, sta facendo pressioni sugli alleati perché neghino a Huawei l’accesso alla tecnologia 5G.

Per quanto riguarda l’Italia, il vicepremier Matteo Salvini ha detto: «Stiamo lavorando per verificare eventuali problemi concreti che ci impongano una riflessione».

«Ci attendevamo una concorrenza. La sola cosa che non avevamo previsto era che la determinazione strategica degli Usa ad attaccarci sarebbe stata così grande e su così tanti fronti. Non possiamo rifornirci di componentistica né utilizzare nulla che abbia componentistica americana o avere relazioni con chi la usi, e neppure partecipare a organizzazioni internazionali o lavorare con università» ha sottolineato Zhengfei, secondo cui «entrambe le parti soffriranno della situazione e alla fine non vincerà nessuno».

Nel frattempo, mentre c’è Huawei ferma ai blocchi di partenza, Nokia sta recuperando terreno e vincendo contratti per il 5G. E, pur non mancando le azioni discrete di alcune lobbying alla Casa Bianca per ridurre le restrizioni a Huawei, si iniziano a considerare alternative ai cinesi.

Huawei fa i conti coi dazi di Trump

Huawei fa i conti coi dazi di Trump

Source: il giornale

Bcube si compra i magazzini Granarolo e riaccende il risiko

Il gruppo piemontese acquista la quota di maggioranza di Zeroquattro Logistica

Granarolo cede i propri «magazzini» a Bcube. Ed esternalizza tutta la logistica nelle mani del colosso piemontese che opera nei settori automotive, industria, consumer & healthcare, energia, air cargo e difesa, nonché, appunto, nella filiera del food per la grande distribuzione. Granarolo si aggiunge dunque a Coca Cola, Bonduelle, Fileni, Sma, Bauli, San Bendetto, Heineken tra i tanti clienti del gruppo di Casale Monferrato. Un gruppo – che impiega 6.200 persone e nel 2018 ha realizzato un fatturato di 600 milioni di euro il cui core business è quello di organizzare a 360 gradi tutta l’attività logistica per grandi gruppi che preferiscono non averla più «in house», ma affidarsi a esperti del settore. Formalmente il passaggio di proprietà è avvenuto con la cessione della maggioranza di Zeroquattro Logistica, la società di Granarolo specializzata nella gestione delle attività logistiche di prodotti agroalimentari freschi a temperatura controllata, nella quale Bcube aveva già messo «un piede» nel 2015 acquistandone il 40% circa.

«L’operazione – spiega il presidente Gianpiero Calzolari – consentirà a Granarolo di concentrarsi maggiormente sui piani di sviluppo in Italia e all’estero che prevedono, peraltro, una forte spinta verso l’innovazione e un rinnovato impegno in termini di sostenibilità della filiera».

Per la società di logistica piemontese «l’obiettivo è quello di consolidare la propria posizione nel settore food&beverage, attraverso un aumento delle competenze e l’ampliamento dell’offerta di soluzioni e servizi. In questo senso, il passaggio in maggioranza in Zeroquattro Logistica rappresenta, oltre che un importante investimento, un elemento fondamentale della nostra strategia di sviluppo» ha commentato Luigi Bonzano, vicepresidente di Bcube spiegando che «l’estensione dell’operazione sulla Calabria, deliberata recentemente, si è presentata come un’ulteriore opportunità che permetterà a Zeroquattro Logistica di diventare l’unico operatore sul mercato nazionale a poter disporre di un network diretto a temperatura controllata».

Fondata negli anni cinquanta con il nome Argol Villanova, oggi Bcube ha 117 sedi in tutto il mondo per clienti del calibro di Fca, General Electric, Finmeccanica, Alstom, Suzuki, Danieli. Insieme a Fercam e Fisi è tra le poche eccellenze italiane a tenere testa ai competitor stranieri in un settore ancora molto frammentato in cui il fatturato di 80 miliardi di euro l’anno è diviso tra ben 150mila imprese italiane. Numeri che fanno capire come l’operazione Granarolo-Bcube sia un nuovo passo che accenderà il risiko di settore.

Bcube si compra i magazzini Granarolo e riaccende il risiko

Bcube si compra i magazzini Granarolo e riaccende il risiko

Source: il giornale

I 5s e il salario minimo Ocse: "9 euro cifra alta"

Scatta il piano per l’introduzione del salario minimo. I 5 Stelle propongono una paga di 9 euro l’ora. E arriva la bocciatura dell’Ocse

Il salario minimo è la nuova battaglia dei 5 Stelle. Dopo il reddito di cittadinanza i pentastellati tentano il blitz sulla paga oraria. Dopo un vertice tra Di Maio e tutti i ministri 5 Stelle, è emersa la proposta di una paga oraria minima a 9 euro l’ora. Su questo è intervenuto anche il presidente di Confindustia Vincenzo Boccia che di fatto ha ribadito il suo “no” al tetto minimo per legge del salario: “Il Paese non cresce con il salario minimo, bisogna elevare i salari dei lavoratori italiani riducendo le tasse e i contributi, il famoso cuneo fiscale, detassando i premi di produzione”. Negli altri Paesi di fatto la cifra ha toccato i 9,3 euro come ad esempio in Germania.

Le retribuzioni medie della Germania dunque sarebbero più alte rispetto a quelle proposte dai grillini per l’Italia. In Francia la paga oraria per legge sfiora i 10 euro. In Spagna invece arriva a 5,7 euro, mentre in Gran Bretagna è di 7,6 euro. Di fatto a livello europeo la paga minima oraria oscilla tra i 4 euro e i 6 euro. Se si guarda invece oltre Oceano, negli Stati Uniti la paga media oraria è di 9 dollari. Ma in alcune aziende può arrivare anche a 15 dollari. Ma sul piano dei 5 Stelle arriva la scure dell’Ocse. Andrea Garnero, economista Ocse, parla di una cifra “troppo alta” che di fatto andrebbe a collocare l’Italia in testa ai Paesi occidentali e con livelli di retribuzione che vanno oltre i contratti collettivi: “È uno strumento legittimo, interessante, con alcune potenzialità ma anche con alcuni limiti. In Italia non c’è il Far West, visto che i quasi 900 accordi a livello di settore coprono pressoché la totalità”. Ma nonostante queste critiche, per l’economista Ocse il 12 per cento dei lavoratori italiani e comuqnue sottopagato.

I 5s e il salario minimo Ocse: "9 euro cifra alta"

I 5s e il salario minimo Ocse: "9 euro cifra alta"

Source: il giornale

C'è un nuovo salva-banche (riservato al Sud Italia) all'interno del dl Crescita

Previsto un “bonus fusioni” da 500 milioni di euro per gli istitui del Mezzogiorno: le dta saranno trasformate in crediti di imposta

Nel decreto Crescita c’è un (nuovo) provvedimento salva-banche da mezzo miliardo di euro. L’obiettivo della norma è quello di favorire le fusioni delle imprese finanziarie e non finanziarie delle regioni del Sud, modificando la disciplina delle attività fiscali differite, le cosiddette Dta.

È quanto prevede un emendamento dei relatori al dl Crescita presentato nelle commissioni Bilancio e Finanze riunite in sala del Mappamondo. La norma fornendo gli incentivi alle aggregazioni tra imprese e istituti del Meridione consente di “superare gli ostacoli strutturali” del Meridione, così come si legge nella relazione illustrativa.

Si promuove dunque la fusione di quelle società che al primo gennaio di quest’anno hanno sede legale nelle regioni del Sud e entro 18 mesi deliberino “operazioni di fusioni, scissioni o conferimenti di azienda o rami di azienda” e per incentivare tali processi “è previsto che le attività per imposte anticipate dei soggetti partecipanti all’aggregazione relative a perdite fiscali” sono trasferite al soggetto derivante dall’aggregazione e trasformate in credito di imposta, non superiore a 500 milioni di euro, con la condizione dell’assunzione di impegno al pagamento di un canone determinato annualmente applicando l’aliquota dell’1,5% alla differenza tra le Dta e le imposte versate.

Il caso della Bp di Bari

La Banca Popolare di Bari avrà così gli strumenti per trasformarsi in Spa. Le stesse misure, finalizzate a sostenere le aggregazioni ed i processi di consolidamento, potranno essere utilizzate da tutte le imprese del Sud che dal primo gennaio 2019 hanno promosso operazioni i di fusioni e conferimenti di azienda o rami di azienda. I relatori al decreto legge Crescita hanno presentato un emendamento nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera che incentiva le aggregazioni attraverso la possibilità di trasformare le Dta in crediti d’imposta per un importo massimo di 500 milioni di euro per ogni banca che partecipa all’aggregazione, per le banche che hanno sede legale in Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna.

C'è un nuovo salva-banche (riservato al Sud Italia) all'interno del dl Crescita

C'è un nuovo salva-banche (riservato al Sud Italia) all'interno del dl Crescita

Source: il giornale

La lotteria del bancomat. Le novità per chi paga

Con il dl Crescita arriva la lotteria legata agli scontrini fiscali: ecco cosa cambia per chi paga con carte e bancomat

Arriva una vera e propria rivoluzione sugli scontrini fiscali. Con un emendamento approvato nelle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, tutti gli esercenti saranno obbligati a trasmettere tutti i dati relativi alle ricevute fiscali in via telematica. La novità riguarda proprio i piccoli commercianti che fino ad oggi hanno goduto di una sorta di deroga che permette ancora l’invio degli scontrini cartacei. Con l’emendamento approvato dalle Commissioni viene imposto l’obbligo di invio anche a quegli esercizi commercaili che sono posizionati in zone dove non c’è una copertura internet. In questo caso avranno 12 giorni di tempo per inviare il tutto all’Agenzia delle Entrate. Ma non finisce qui. Agli socntrini verrà legata una lotteria di Stato che dovrebbe incentivare il cliente a richiedere lo scontrino e quindi abbattere il nero.

In questo senso le nuove norme e soprattutto un emendamento al decerto Crescita vanno a modificare le possibilità di vincita legate proprio alla lotteria. Infatti aumenterà del 100 per cento la probabilità di vincita dei premi per chi partecipa pagando con bancomat o carte di credito. La lotteria partirà dal 2020. La legge di bilancio per il 2017 prevedeva una probabilità di vincita aumentata del 20% per chi usa queste forme di pagamento rispetto alle transazioni in contante. Insomma chi pagherà col bancomat o con carte avrà dunque una possibilità in più di vincere. Bisognerà attendere l’approvazione finale del testo per capire in che modo sarà possibile verificare le estrazioni.

La lotteria del bancomat. Le novità per chi paga

La lotteria del bancomat. Le novità per chi paga

Source: il giornale